-->

il Friuli

il Friuli

Cerca nel blog

descrizione

descrizione

traduttore✅

Lettori fissi

PAGINE cookie privacy policy✅

REGALATEMI LA VOSTRA ISCRIZIONE AL BLOG

BUONA DOMENICA

 

Lettori fissi

post,commenti

InfoBlog...

post
commenti

Buona navigazione...
Penelope ♥

gif

gif

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *

friuli venezia giulia la mia regione

friuli venezia giulia la mia regione
cartina

giovedì 8 gennaio 2026

La Baba di Cicigolis rappresenta la Madre terra e l’origine della vita


 Dal Dom



buongiorno,ma che freddo che fa!

 

- 7 brr

mercoledì 7 gennaio 2026

PIGNARUL DI COJA DEL 2026


 Pignarul 2026

Se il fumo va verso est (alba), prendi il sacco e vai al mercato. Se il fumo va verso il tramonto, prendi il sacco e vai per il mondo. Se il fumo va verso sud-est (scirocco), presta aiuto ad ogni poveretto. Se il fumo sale diritto, mangia e bevi e sta tranquillo.

lunedì 5 gennaio 2026

LA BEFANA


  La Befana, corruzione lessicale di Epifania (dal greco ἐπιφάνια, epifáneia) attraverso bifanìa e befanìa, è una figura folcloristica legata alle festività natalizie, tipica di alcune regioni italiane e diffusasi poi in tutta la penisola, meno conosciuta nel resto del mondo. Secondo la tradizione, si tratta di una donna molto anziana che vola su una logora scopa, per fare visita ai bambini nella notte tra il 5 e il 6 gennaio (la notte dell’Epifania) per riempire le calze lasciate da essi, appositamente appese sul camino o vicino a una finestra; generalmente, i bambini che durante l’anno si sono comportati bene riceveranno dolciumi, caramelle, frutta secca o piccoli giocattoli. Al contrario, coloro che si sono comportati male troveranno le calze riempite con del carbone o dell’aglio.da wikipedia


 La messa dello spadone è una celebrazione liturgica rituale che si svolge ogni anno il 6 gennaio nel duomo di Cividale del Friuli.

Questo rito, unico nel suo genere, ha origine nel 1366, ai tempi del patriarca Marquardo di Randeck (1296 – 1381) ed era volto ad affermare il potere spirituale, militare e civile conferito dall’imperatore al patriarca sulla Patria del Friuli.

Il decano del capitolo di Cividale, che per l’occasione porta un elmo piumato (una riproduzione, l’originale è andato perso nel settecento), regge una spada con la quale saluta il popolo vibrando tre colpi in aria, per poi riporla nel fodero. La spada, lunga 109 cm, è quella che fu donata dai cividalesi al patriarca al suo ingresso in città, sull’elsa reca la scritta AN MCCCLXVI DIE VI IUL TEM. RE MARQUARDI PATR.

La messa viene celebrata in latino ed è accompagnata da antichi canti aquileiesi. La messa è seguita poi da un corteo storico medievale, al quale prendono parte i figuranti del Palio di San Donato, rievocazione storica medievale estiva che si tiene a Cividale del Friuli ogni anno.

In quest’occasione si riuniva il Parlamento della Patria del Friuli.

da wikipedia

Messa del tallero

da wikipedia

La messa del tallero, la cui origine risale probabilmente al medioevo, quando il Friuli era governato dal Patriarca, viene celebrata ogni 6 gennaio a Gemona.

Durante la funzione religiosa la comunità civile, rappresentata dal sindaco, alla fine di un corteo che parte da palazzo Boton, sede del comune, attraverso via Bini, arriva fino all’altare del duomo, dove offre un dono concreto alla comunità religiosa, nella persona dell’arciprete, nella forma di un tallero d’argento di Maria Teresa d’Austria coniato nel 1780, come segno di sottomissione del potere temporale a quello spirituale. Il rituale, celebrato proprio nel giorno dell’Epifania potrebbe anche simboleggiare i doni che i magi portarono a Gesù .

La prima testimonianza scritta del rituale, presente nell’Archivio di Stato di Udine, è del notaio Gio Maria Rossi, attivo a Gemona nella metà del XVIII secolo, il quale riporta che almeno dal 1760 “[I rappresentanti della comunità] il giorno dell’Epifania, venivano incensati doppo che si portarono all’altare al baccio della pace ed a fare offerta al reverendissimo signor arciprete“. Il rito è dunque precedente l’introduzione in Friuli della moneta oggi utilizzata (arrivata a Gemona probabilmente a seguito del Trattato di Campoformio e conseguente passaggio del Friuli all’Arciducato d’Austria), al posto della quale dovevano essere utilizzate altre monete.



Il proverbio friulano

Zenâr ̖sut, vilan ric
Gennaio asciutto (con poca pioggia), contadino ricco


Fuochi epifanici

 in alta val torre.terska dolina


Il Pignarûl Grant di Coia di Tarcento

Uno degli appuntamenti più attesi è senza dubbio il Pignarûl Grant di Coia, a Tarcento. Al calare del buio del 6 gennaio, il centro cittadino si anima con il suggestivo corteo storico guidato dal Vecchio Venerando, figura simbolica che rievoca gli antichi riti epifanici.
La fiaccolata conduce fino alla collina di Coia, dove viene acceso il grande falò: dalla direzione del fumo si trae, secondo la tradizione, il presagio per l’anno appena iniziato. La serata si chiude con uno spettacolo pirotecnico, mentre già dal pomeriggio, a partire dalle 17.30, una rievocazione storica ricorda la prima citazione scritta del nome di Tarcento.

Trieste 1954: lo spettacolo di Cristicchi dimentica l’anima plurale della cit


 (Originariamente pubblicato il 21 novembre 2025 su Il Passo Giusto)

A Simone Cristicchi va dato il grande merito di avere contribuito a riportare nel dibattito pubblico italiano la memoria dell’esodo istriano-dalmata, e delle sue sofferenze, dopo decenni di colpevole silenzio. Con lo spettacolo Magazzino 18, presentato nel 2013 e circolato a lungo in tutta Italia, ha emozionato e insieme raccontato una vicenda complessa, con le molte sfaccettature che la riguardano. Ha ricevuto anche feroci critiche, ma nel complesso quell’opera aveva una sua compiutezza scenica e – nell’inevitabile riassunto di un testo teatrale – solidità storica.

Dieci anni dopo Cristicchi ci riprova con Trieste 1954, spettacolo che si muove tra la fine della Seconda guerra mondiale, con l’occupazione jugoslava della città e poi l’amministrazione affidata agli alleati, e il passaggio alla Repubblica Italiana. Ma stavolta il risultato del lavoro è decisamente inferiore.

Nulla da dire sulle capacità artistiche del cantante, né tanto meno dell’altra voce Franca Drioli, che presenta alcune canzoni in triestino, e di coro e orchestra che accompagnano con maestria musicale. Il racconto però dura appena tre quarti d’ora, dopo di che si aggiungono canzoni dal repertorio di Cristicchi. Belle sì, ma con un certo retrogusto di riempitivo…

Il vero limite tuttavia sta nella lettura storica offerta dal testo. L’autore fa una premessa condivisibile, spiegando quanto sia difficile parlare di una città come Trieste. Serve indossare i guanti per trattarne la storia, dice in apertura parlando in prima persona, e non solo per la cortesia dovuta ad una bella signora, ma perché il suo è un passato fragile e controverso. Pure nel finale Cristicchi torna con un breve monologo che sembra attenuare i contenuti trancianti del testo.



Una tesi unica e semplice, una storia di parte

In mezzo però – nella lettura affidata al suo alter ego, l’archivista Persichetti già presente in Magazzino 18 – la narrazione pare dimenticare i toni delicati e i chiaroscuri della complessità. La tesi è unica e semplice, come l’inno di Mameli suonato in apertura di sipario: Trieste era ed è una città tutta italiana, allontanata a forza dalle vicende belliche della storia e tornata finalmente nel 1954 alla sua madre patria. Dove Italia si scrive con la maiuscola, e patria si fascia di tricolore. Spariscono l’anima asburgica e mitteleuropea, quella slava con le sue comunità slovena e serba, o la presenza greca.

Nel corso dei secoli l’Adriatico di fronte e il retroterra danubiano alle spalle hanno arricchito la vecchia Tergeste di una stratificazione culturale unica. Ne restano i segni religiosi come la Cattedrale di San Giusto, la sinagoga ebraica, la chiesa greco-ortodossa e quella serbo-ortodossa, distanti tra loro pochi minuti a piedi. Restano i cimiteri ottocenteschi, incluso quello islamico indice del pluralismo austro-ungarico raggiunto al tempo.

Pluralismo che invece si perde nel racconto teatrale, un inno all’italianità. Perfino l’anima prettamente giuliana, per quanto faccia capolino nelle canzoni in triestino, si spegne dentro al calderone tricolore. Che certo muove dal dato indubbio di una maggioranza linguistica italiana cresciuta sempre più nel corso del Novecento, ma tralascia le minoranze – specie la più consistente, quella slovena – e tradisce così l’anima profonda e irripetibile di Trieste.

Cristicchi, che pure in Magazzino 18 si era mostrato attento a rappresentare le molteplici sfumature della storia, questa volta ha in mano un testo non all’altezza. Che poi il pubblico lo applauda ugualmente, anche fuori da Trieste, è un dato da cogliere. Può essere segno di quanto la fama televisiva ormai pieghi anche il teatro. Oppure che l’onda sovranista è diventata discorso comune. E non saprei quale delle due spiegazioni temere di più…

Friuli storia origine del nome

 


Storia del nostro Friuli: le origini del nome.

Molto prima della nascita di Cristo il territorio che grosso modo oggi definiamo “Friuli” era conosciuto dai Romani come “Carnorum Regio”, la regione dei Carni. Questi erano una tribù celtica, che intorno all’anno 400 a.C., valicò le Alpi stanziandosi nella zona montana e pedemontana friulana. Intorno al 7 d.C., le terre saranno inglobate nella “X° Regio Augustea Venetia et Histria” con capitale Aquileia, che diventerà presto la quarta città della penisola italiana per numero di abitanti. Alla disgregazione dell’impero romano acquistò sempre maggiore importanza la cittadina di Cividale, allora importante centro commerciale. Cividale, fondata forse alla metà del II secolo a.C. come castrum, fu in seguito elevata da Giulio Cesare a forum (mercato) acquisendo così il nome di “Forum Iulii”. La cittadina, nel 610, sarà però distrutta dagli Avari, per poi rinascere con il nome di Civitas Forumiuliana (quindi Civitas Austriae, da cui deriva il nome attuale). Il nome contratto di “Forum Iulii”, andò invece ad identificare territori sempre più estesi intorno alla città di Cividale fino ad identificarsi con l’intera regione. Questa trasformazione lessicale è ascrivibile ai Longobardi che governarono queste terre dal 569 al 776. Poco prima dell’anno 900 al Friuli fu attribuito anche il “titolo” di Patria. E’ noto, infatti, che Everardo (o Eberardo), nominato Duca del Friuli nel 846 venisse chiamato “princeps patriae“. Tale titolo è documentato, anche, in un diploma dell’Imperatore Enrico VI datato 10 gennaio 1192 che confermava al Patriarca Goffredo il possesso del “Ducatus Fori Iulii“. Il termine “Patria” si legherà poi indissolubilmente al Friuli quando il Patriarca Bertoldo di Andechs definì, il 6 luglio 1231, “Colloquium Patriae Foriiulii” l’assemblea convocata in rappresentanza di tutta la regione. Si tratterà, insieme a quello d’Islanda, della prima forma di parlamento in Europa. Sarà così che sotto il governo del Patriarca di Aquileia tutte le terre dal fiume Livenza al fiume Timavo, dalle Alpi al Mare, saranno note come “Patrie dal Friûl”. Il termine Friuli continuò ad identificare queste terre anche nei secoli successivi, nonostante il territorio fosse stato oggetto di divisioni politiche. Ancora oggi le terre suddette vengono identificate come: Friûl (in lingua friulana), Furlanija (in lingua slovena), Friaul (in lingua tedesca), Friuli (in lingua italiana).

gif

gif

MANDI

MANDI
saluti friulani

scarpez

scarpez
calzature fiulane tipiche di un tempo

Regeni

Regeni

descrizione del blog

In questo blog parlerò della Benečija (Slavia veneta o Beneška Slovenija) dove un tempo si parlava lo sloveno e ora sta scomparendo.Spero che l'argomento sia di vostro interesse.

traffico

AI VISITATORI

Ai visitatori-obiskovalcem Gentile visitatore e visitatrice di questo blog,ti ringrazio per l’attenzione che mi dedichi, è proprio la tua attenzione che mi motiva nel mio lavoro di blogger. Sono rimasta stupita dell'alto numero di visite, puoi collaborare pienamente a far vivere e migliorare questo blog con dei commenti che per me sono molto preziosi.

Archivio blog

favicon

commenti recenti