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domenica 28 dicembre 2025
La costante bizzarra e i treni passati e persi
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| Laze |
C’è stata la prima repubblica, il bipolarismo, il populismo. Oggi, guardando a quanto accaduto in questo 2025, siamo alla bizzarria. Il rovesciamento dei campi geopolitici, il consenso costruito sull’insicurezza e sull’immigrazione (binomio inscindibile in una narrazione che esclude le classi sociali) da chi è chiamato da anni a gestire sicurezza e immigrazione.
In mezzo a questi paradossi in rapidissimo movimento su cui si fonda l’azione politica dei nostri giorni, le Valli del Natisone sono una costante. Bizzarra, dirà qualcuno, ma ben inserita nello spirito del tempo corrente. Quando abbiamo scritto dell’intenzione – seria – dei sindaci di Grimacco e Drenchia di fondere due Comuni, 380 anime in tutto, in fondo tutti sapevamo sarebbe stato molto difficile che il progetto andasse in porto. Si è detto del campanilismo, si è detto della perdita di identità, si è parlato di bilanci ingessati, di crisi del personale, di crisi di coscienza dei consiglieri chiamati a votare. Tutte cose più o meno ragionevoli o comprensibili.
Il punto fermo da queste parti, però, è sempre lo stesso. La disgregazione sociale. In un passaggio così delicato, accanto alle argomentazioni di cui sopra, sono emersi personalismi, ripicche, ambizioni. Maggioranze e opposizioni che si dividono, fra loro e al proprio interno. Fazioni politiche che continuano a guardarsi in cagnesco. Mentre attorno, rapidamente, le identità spariscono, assieme alle persone. In fondo, la mancata fusione fa il paio con la mancata aggregazione dei servizi nella Comunità di montagna. Con l’ostilità per le funzioni da condividere nelle precedenti Uti. Con le decine di strategie di sviluppo avviate. Intanto coi treni passati e persi ci si può riempire un’enciclopedia. Il prossimo passa il 17 gennaio per Kobarid, si chiama Gect. Ecco, bisognerebbe metterla da parte, questa bizzarria, per una volta. O a guidarlo saranno i Comuni della Slovenia e Cividale. Con i passeggeri valligiani a scannarsi nel mezzo.
(a.b.) dal Novi Matajur
giovedì 25 dicembre 2025
mercoledì 24 dicembre 2025
Natale-Nadal-Božič-Weihnachten
Quando ero molto piccola non compravamo le palline di vetro per l’albero,ma lo addobbavamo con biscotti,caramelle,arance.Il 25 recitavo la poesia
Notte di Natale di Renzo Pezzani
Porti ognuno il suo cuore,
il suo cuore come un agnello.
Se incontra un lupo lo chiami fratello,
se incontra un povero, quegli è il Signore.
Andiamo dunque, che l’ora è propizia.
notti d’angeli s’è fatta ormai.
Sotto la neve dan fiori i rosai.
Ecco la stella natalizia.
Non fu mai vista più chiara stella
sul campanile del nostro paese.
La più povera delle chiese
fa sentire la campanella.
Una campana così contenta
che non è cuore che non la senta.
dal web
Poesia di Pasternak
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| Natale ortodosso 7 gennaio |
Una stella sulla strada di Betlemme
Era inverno
e soffiava il vento della steppa.
Freddo aveva il neonato nella grotta
sul pendio del colle.
L’alito del bue lo riscaldava.
Animali domestici stavano nella grotta.
Sulla culla vagava un tiepido vapore.
Dalle rupi guardavano
assonnati i pastori
gli spazi della mezzanotte.
E lì accanto, sconosciuta prima d’allora,
più modesta di un lucignolo
alla finestrella di un capanno,
tremava una stella
sulla strada di Betlemme.
LA LEGGENDA DELLA STELLA DI NATALE)
LA LEGGENDA DELLA STELLA DI NATALE 🎄In un piccolo villaggio messicano viveva una bambina di nome Altea. Giunse la notte di Natale e tutti andarono in chiesa con un piccolo dono per Gesù. Solo Altea rimase a casa perché non aveva nulla da donargli, quando all’improvviso le apparve un Angelo. “Perché sei così triste?”
chiese l’Angelo alla bambina. “Perché non ho nulla da portare a Gesù!” rispose Altea. Allora l’angelo le disse:
“Tu hai una cosa molto importante da donare a Gesù: il tuo amore. Raccogli le frasche che crescono ai bordi della strada e portale in chiesa. Vedrai, il tuo dono sarà il più bello”. Altea fece come le aveva detto l’Angelo, andò in chiesa e depose un mazzo di frasche davanti all’altare. Mentre la bambina pregava le frasche si trasformarono in una pianta meravigliosa con foglie verdi e rosse: era nata la Stella di Natale.
(web)
lunedì 22 dicembre 2025
PAROLE DELLA SETTIMANA
Venticinque letti erano stati ricavati all’interno di un’ex trattoria, trasformata di fatto in un alloggio abusivo. È quanto ha scoperto la Polizia di Stato di Udine a San Giovanni al Natisone, durante un controllo effettuato ieri pomeriggio.
L’intervento è scattato in seguito alle segnalazioni di un insolito via vai notturno di cittadini stranieri da un edificio di via Roma. All’interno dello stabile, chiuso da anni come attività di ristorazione, gli agenti hanno accertato la presenza di dieci camere distribuite su due piani, con 25 posti letto utilizzati. Le condizioni igienico-sanitarie sono apparse precarie.
Durante il controllo sono stati identificati tredici cittadini extracomunitari, tutti regolarmente soggiornanti in Italia, ma nessuno di loro residente o domiciliato ufficialmente nell’immobile. La Questura ha quindi interessato gli uffici del Comune per verificare l’agibilità della struttura. Sono in corso ulteriori accertamenti sulle eventuali comunicazioni di ospitalità o cessione di fabbricato.
Capodanno, vietati i brindisi nell’area della festa di Udine
Va a trovare il fratello e lo trova riverso a terra in casa senza vita, probabilmente a causa di un infarto, mentre è attorniato dai suoi cani affamati. E’ successo a Resia: a morire è stato Flavio Micelli, 66 anni, ex forestale. Viveva da solo nella sua casa di località Tigo: l’ipotesi è che fosse morto da diversi giorni, viste le condizioni di deperimento fisico dei suoi cani. Sul corpo dell’uomo verrà svolta un’autopsia, che dovrà chiarire non solo le ragioni del decesso, ma anche se i suoi animali a causa della fame lo abbiano morso.
Sconvolta la comunità, dove Micelli era molto conosciuto: la sua famiglia aveva gestito lo storico mulino sul torrente Resia.
Flavio Micelli, che non era sposato, lascia i tre fratelli e i nipoti.
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